fab!o Fabio fab!o Cambiaghi
Mi devo ludoraccontare? Presto fatto! Mi chiamo Fabio Cambiaghi e in rete sono conosciuto come ‘fab!o’, sono nato nel 1974, sono Brianzolo. Giocatore da tavolo da sempre con una pausa da giocatore di ruolo a partire dai 15 anni. A partire dalla fine del ’99 una scatola di Tikal apre la porta a un nuovo mondo e comincio a giocare seriamente. Personalmente adoro i così detti euro-games: ottimi quando l’ambientazione calza a pennello ma belli anche quando è soltanto appiccicata. Schivo volentieri wargames e american-style ed in generale i giochi che superano le 3 ore di durata. Preferisco la vecchia scuola tedesca fatta di regolamenti consistenti, meccaniche solide e tanto legno. Mi piacciono i giochi molto impegnativi ma non disdegno quelli in cui conta anche un pizzico di fortuna. Qualche titolo per farvi capire? Non saprei… tra i miei preferiti di sempre ci sono per esempio Samurai di Knizia, Caylus di Attia e Reef Encounter di Breese. I più giocati degli ultimi mesi Yspahan di Pauchon e Notre Dame di Feld. L’ultimo acquisto Chang Cheng del nostro Obert. Sono anche affascinato dagli astratti puri, dai grandi classici come gli scacchi ed il Go ai più moderni come quelli del progetto Gipf, passando anche per giochi un po’ più semplici ma molto intriganti come Xe Queo di Randolph o Hive di Yianni.
fab!o Fabrizio Linx Aspesi
Si sente spesso dire che i critici d’arte sono persone acide perché sono artisti frustrati.
Se volete veramente capire come io sono e perché dico ciò che dico dovete sapere che potete applicare la frase sopra enunciata alla mia persona. Si. Io non sono solo un buon giocatore, ma anche un autore frustrato. Invento giochi da quando frequentavo le elementari… e la mia maestra appese al muro il mio gioco sul corpo umano, privandomi del piacere di provarlo. Sniff. Probabilmente la mia infanzia è stata segnata dal fatto che, quando un buon numero di altri bambini possedevano e (non) giocavano a Monopoli io mi ritrovavo invece per casa Metropolis, cosa di cui ancora oggi non mi capacito. Dove l’avranno comprato i miei? E perché, visto che non li ho mai visti giocarci? Sta di fatto che ho passato diversi pomeriggi comprando azioni Mineril e Carboter e ciò ha sicuramente stimolato la mia voglia di gioco da tavolo. Peccato che non ci fosse molto in giro con cui alimentare la mia voglia di novità. Feci così di necessità virtù e, approfittando della mia buona propensione al disegno, inventai una serie di buoni giochi di percorso ben ambientati (Wacky race) che i miei amici giocavano spesso e molto volentieri fino all’uscita sul mercato di Gran Prix. Passai quindi del gran tempo alle medie disegnando con le penne colorate (e profumate, per chi se le ricorda) centinaia di piccole pedine per grandiosi giochi di economia globale che, invece, ovviamente, non hanno mai funzionato per infinita lunghezza. L’aver provato Civilization su Amiga e l’aver scoperto nel frattempo i giochi di ruolo hanno fortunatamente interrotto questo trend e mi hanno riportato, dopo quattro anni di isolamento ruolistico, ad un approccio più efficace col mondo del gioco da tavolo che, nel frattempo si era evoluto fino a sfornare Coloni di Catan e Magic.
Era comunque troppo poco e, poco dopo i miei vent’anni, quando il concetto di gioco di economia in Italia era fermo ai girotondi di Manager, io ne sfornavo uno cyberpunk con piazzamento di carte agenti, camion e scienziati coperti (ricorda Wallenstein?) per attivare edifici (come e più di Caylus) che producevano effetti di produzione e trasformazione delle materie prime in prodotti finiti (Le Havre?), per poi essere venduti tramite l’attivazione di altri edifici con guadagni diversi e fortemente dipendenti dal raffronto qualitativo con tutti gli altri prodotti dello stesso settore messi in vendita nello stesso turno. Tutto ciò condito da una interazione garantita da possibili ladrocinii di convogli filtrata dal meccanismo di bluff permesso dalle carte coperte. E funzionava alla grande (è però il giudizio di un Linx molto più giovane dell’attuale: è una vita che non riprovo quel gioco)! Capirete quindi che sentivo continuamente la mancanza di qualcosa nei prodotti che vedevo uscire mano a mano sul mercato e che finalmente cominciavano almeno ad usare meccanismi che mi piacevano. Fino a quando, in questi ultimissimi anni, l’evoluzione delle meccaniche ci ha portato dei capolavori che riescono a superare le mie pur buone ultime creazioni prima che queste potessero avere anche solo l’occasione di mostrarsi ad un adeguato editore. Quindi, frustrato nelle creazioni e appagato nel gioco, la mia vena creativa è rallentata.
In effetti l’unico settore contro il quale tendo ancora ad essere acido nei commenti è quello del fantasy di stampo americano, dove l’evoluzione è così lenta che potrei ancora vendere con successo il mio gioco di 10 anni fa e non trovo niente in giro che possa farmi desistere dal desiderio di provare e riprovare Shadows in the Fog, la mia ultima creazione. Quando mi sentite troppo acido nei miei commenti quindi, potete tranquillamente darmi dell’autore frustrato. E’ quello il motivo per cui esamino con matematica attenzione le meccaniche dei giochi per ottenerne la formula del divertimento. Anzi, una delle sue formule, visto che, fortunatamente, non è di natura univoca.
fab!o Fortunato TinuZ Cappelleri
TinuZ al secolo Cappelleri Fortunato (…di nome e di fatto!) nato a Torino ma purosangue capricorno calabrese, qui per servirvi! Passate le 30 primavere devo dire che il mondo del gioco negli ultimi anni è per me molto di più che sedermi intorno ad un tavolo per divertirmi con gli amici. E’ un universo dalle potenzialià enormi che si concretizzano giorno dopo giorno. Cose che non mi era possibile immaginare quando mi ritrovavo a giocare nelle rare ma sentite occasioni delle ricorrenze festive con la famiglia. Oggi appassionato a tal punto da fondare un gruppo aperto di giocatori, farlo crescere come una comunità ludica per arrivare ad organizzare eventi di divulgazione di massa destinati alla gente che ancora non conosce quanto possa essere utile, piacevole, educativo, divertente, aggregativo ed alternativo aprire una scatola di cartone facendo nuove amicizie o vivendo più intensamente con i propri cari. A questo si può aggiungere la possibilità di fare un programma ludico via webradio nonchè scrivere articoli quà e là … ma il più è sicuramente condividere momenti di incontro sapendo che il gioco non ha età nè confini.

Non ho categorie di giochi preferiti, sono sincero, perchè qualsiasi gioco è meglio di un non-gioco, meglio ancora se si presta ad essere spiegato ai più senza diventare troppo selettivo se l’occasione lo rende necessario. Infatti trovo molta soddisfazione a coinvolgere nuovi giocatori e a vederli capire quanto siano vasti gli orizzonti di questa passione che trovo sia fondamentale non solo per sollazzarsi in allegria ma dalla parte opposta anche per far crescere in modo equilibrato i prorpi figli che troppo spesso oggigiorno vengono parcheggiati di fronte ad un televisore ed indottrinati da programmi scadenti e pubblicità massiccia.

Tornando a bomba, per soddisfare i più curiosi sui miei trascorsi ludici posso citare di aver iniziato con i classici giochi che tutti gli Italiani saprebbero elencare sulle dita di una mano, sono poi rimasto folgorato dai giochi di ruolo alla tenera età dei 12-13 anni arrivando ai 15 giocando in gruppi di 30enni (per la disperazione di mia madre che decisamente non capiva) … poi lentamente la risalita verso il gioco di società a misura per tutti … semplice e divertente quando ci sono novizi e complesso quando ci si confronta con altri giocatori! Non posso non citare la mia compagna la cui vicinanza mi ha permesso di fare molte delle cose che da solo non avrei fatto, grazie Paoletta!

Nand Andrea Nand Nini
Mi chiamo Andrea Nini (da qui il soprannome, N.And., utilizzato a partire dalla scuola di informatica) e sono nato nel 1968. Ludicamente ho iniziato negli anni ’80, e dopo essere passato per i canonici Monopoli e RisiKo! ho scoperto sfogliando le pagine di Pergioco che “dentro una scatola” era possibile trovare molto di più. A partire dalla famosa scatola rossa di D&D (edizione TSR, non ho aspettato quella EG) e attraverso i titoli Avalon Hill, SPI e International Team; sono arrivato a trovare un nuovo “slancio” con gli Eurogame alla fine del 2000, comprendendo che l’ambientazione non è tutto e un gioco può essere stimolante anche quando si basa su pizze o fagioli, quello che conta è il meccanismo alla base (naturalmente sono sempre contento se trovo meccanismo E ambientazione). Come gusti, ritengo Star Fleet Battles, Magic Realm e Dune tre capolavori al di fuori del tempo, ma non ho problemi a giocare RPG, astratti (Hive è l’attuale preferito), Eurogame, wargame (indimenticabili i mesi passati a interpretare il regolamento di World in Flames), party game o LARP (li ritengo indispensabili quando ci si trova in più di sei persone oppure con una platea di novizi: Lupi Mannari, On Stage! e Hollywood Lives tre nomi tra tutti); mi interessano molto i simil-RPG (e i dungeon crawler) come Arkham Horror. Potrei apprezzare i CCG se non avessero nome Collectible nel titolo, mentre non riesco proprio ad appassionarmi ai wargame 3D (per i miei gusti “rigorosi” li trovo troppo “approssimati”) o a quei giochi che hanno problemi evidenti (come Munchkin, che trovo essere un caotico filler di qualche ora più lungo del necessario).
Paoletta Paola Paoletta Mogliotti
Sono Paola Mogliotti, per gli amici “Paoletta” (…di nome e di fatto!), l’unica rappresentante del sesso femminile in questa redazione e a quanto pare anche la più giovane, sono infatti nata a Torino nel 1977. Cresciuta con i Lego, Forza 4, Cluedo, Indovina Chi, ho avuto la fortuna per molti anni di poter ricevere in regalo ogni Natale almeno un nuovo gioco di società. Ho poi rispolverato la mia passione ludica con qualche gioco un po’ più impegnativo quando ero già più grande, trascorrendo lunghe serate davanti al tabellone di Risiko!, Trivial Pursuit, Crack e simili. Contemporaneamente ho scoperto anche un’altra dimensione del gioco, quello di Ruolo, che mi ha appassionato al punto da voler provare diverse ambientazioni e regole; tra tutte le mie preferite restano Warhammer Fantasy e Cyberpunk. Ma la vera svolta c’è stata in seguito ad una grande “scoperta”: Coloni di Catan. Comprato su Internet per curiosità, l’ho giocato ininterrottamente per settimane fino ad arrivare a provare anche le altre espansioni. Questo bel gioco non poteva che suscitare in me grande curiosità e questa “sete” di nuovi giochi è stata soddisfatta quando all’inizio del 2005 ho incontrato insieme a TinuZ un piccolo gruppo di accaniti giocatori di Torino, con cui è poi nata l’idea di fondare GiocaTorino! E pensate che quella sera, per soddisfare la mia curiosità ludica, mi hanno fatto provare un giochino semplice semplice: Funkenschlag, che è entrato da subito nella mia lista di giochi preferiti accanto a Goa, Puerto Rico, Caylus, Wallenstein, Yspahan, Leonardo da Vinci, Manila, Ubongo, ecc… Mi piacciono e gioco spesso e volentieri anche con giochi molto semplici, i classici “filler”, e con i party games, più che altro perché sono quelli che meglio si prestano alla divulgazione ludica, a cui dedico gran parte del mio tempo libero.

Non amo i giochi astratti, non mi affascinano, faccio addirittura difficoltà già solo a capirne le regole, mentre non ho mai provato, né sono attirata a farlo, i vari wargame, i giochi di miniature e i giochi di carte collezionabili.

Ciaci Franco Ciaci Sarcinelli
Io sono Franco Sarcinelli, classe 1966, la mia “carriera” di giocatore inizia da bambino con i titoli della Clementoni e dell’Alma Giochi, poi il passaggio obbligato per Risiko e Monopoli contaminato da altri titoli per quel tempo inusuali (Strategikon e Paperopoli regalati con l’abbonamento a Panorama e successivamente Golpe, pubblicato a puntate sull’Espresso) che mi hanno permesso di espandere i miei confini ludici. Successivamente arrivano Civilization, Speed Circuit ed il mitico Talisman giocati fino alla nausea, intervallati da sporadiche novità trovate per caso con il contagocce. Poi un giorno scopro che esiste lo Spiel des Jahres e che a vincerlo è un gioco che si chiama Coloni di Katan (sì, con la K) e da quel momento mi si apre il sipario sul mondo dei german games. Internet e it.hobby.giochi hanno fatto il resto mostrandomi che esiste una comunità di giocatori attiva e la possibilità di reperire più facilmente i titoli sul mercato. Come giocatore apprezzo i giochi con solide meccaniche e poca alea, sono un grande estimatore di Knizia, e preferisco (più per necessità che per voglia) giochi dalla durata contenuta. Non amo particolarmente gli astratti ed i gdr e solo ultimamente ho smussato gli angoli iniziando ad apprezzare anche i giochi più leggeri (vedi collezione Days of Wonder) ed alcuni titoli di stampo “americano” (Railroad Tycoon, Furia di Dracula). Non disprezzo i party game (ma presi a piccole dosi però) e solitamente mi adatto al tipo di compagnia e gioco a qualsiasi cosa basta che ci si diverta. Scanso volentieri tutti i collezionabili (sono stato sfiorato da Magic, ma fortunatamente ho smesso subito) e non mi attirano i wargame a mappa esagonata con mille segnalini e diverse ore di preparazione. Evito anche i tridimensionali in tutte le salse. Tra i miei giochi preferiti: Tigris & Euphrates, Samurai e quasi tutto il Knizia d’annata, adoro Speed Circuit ed apprezzo molto i titoli alla Caylus, Puerto Rico o Imperial.
MDM Mauro MDM Di Marco
Sono Mauro Di Marco, nato a Firenze nel 1970. Il mio curriculum ludico? Ho giocato ai classici giochi da tavolo (Cluedo, Monopoly, Risiko) fino ai 13 anni. Una pausa di riflessione di 2 anni e poi, dai 15 ai 34, sono stato assorbito dal gioco di ruolo. Nel frattempo è arrivato il ciclone Magic: The Gathering, in cui sono caduto nel 1994, per uscirne (per noia, in maniera indolore) nel 2006. Nel 2004 è ritornata la febbre del gioco da tavolo. Tutto è (ri)cominciato con Carcassonne. Poi è stata la volta di Puerto Rico. Quindi i Coloni di Catan. Tikal. Dopo Tikal non sono più in grado di ricordare…
La mia seconda giovinezza ludica è stata dominata dagli Eurogames e dagli astratti. I miei autori di riferimento sono nomi ben noti: Knizia, Kramer, Dorn, Schacht. Ultimamente, forse anche perché il filone euro sta vivendo una temporanea crisi, i miei interessi si sono spostati per giochi un po’ più articolati e meno “freddi”, mentre Wallace è diventato l’autore che solletica maggiormente la mia curiosità. Ho scoperto che mi piace anche qualche wargame, come Commands & Colors: Ancients e Twilight Struggle. I miei giochi preferiti? Oltre a quelli già nominati, Age of Steam, Tigris & Euphrates, Taj Mahal, Princes of Florence, Indonesia, Traders of Genoa, Imperial.
Liga Andrea Liga Ligabue
Sono nato a Modena nel 1972 e sono entrato ufficialmente nel mondo del gioco a 16 anni (e non ne sono ancora uscito!). Sono cresciuto, ludicamente parlando, al club TreEmme (allora 3M) come tutta la generazione modenese di allora aperto a tutte le esperienze ludiche. Nei primi anni avevo una forte predilezione per i giochi di ruolo (sono stato per anni master e giocatore) ma non ho mai disdegnato i giochi da tavolo, dai vecchi classici GW a quelli della Avalon Hill, passando per Star Fleet Battles. Battletech, Macchiavelli e World in Flames. Il TreEmme era una vero e proprio turbinio di proposte ludiche che hanno formato il mio gusto piuttosto variegato. Sono incappato nei giochi alla tedesca nel 1999, a seguito di un periodo di studio in Danimarca (e le indimenticabili serate di gioco a casa di Mik Svellov) e sono rimasto affascinato dal genere pur mantenendo una predilezione
per i giochi dotati di una ambientazione viva e disdegnando l’eccesso di astrattismo. Le mie preferenze oscillano continuamente tra il fascino per le belle e solide meccaniche (Age of Steam, Power Grid, Puerto Rico) e quello per i gioconi dalla ricca ambientazione (Twillight Imperium, Battlelore, Runebound). Sono chiarmente avverso ai giochi collaborativi e ai party game, che proprio digerisco a fatica, ed in generale non apprezzo tutti quei giochi (che non siano espressamente di ruolo) che fanno dello “spirito con cui si gioca” il loro unico punto di forza (Munchkin, Si Oscuro Signore). Non amo neanche i giochi troppo astratti che trovo privi di anima e che nel complesso mi annoiano. Pur essendo affascinato dall’eleganza dei giochi non influenzati dalla fortuna (il mio gioco del momento è Dungeon Twister, che ritengo praticamente perfetto) non disdegno alla bisogna lanciare secchielli di dadi, pescare carte e gioire od inveire di volta in volta con la buona o la mala sorte, a patto che l’aspetto casuale sia giustificato dalla meccanica e ben inserito nel tema. Di tanto in tanto amo anche lanciarmi in partite a giochi complessi quali alcuni titoli della GMT o i vecchi classici della SPI.
Tanis Andrea Tanis Chiarvesio
Che dire? Rischio di essere il vecchio (poco saggio) della redazione, essendo nato nel 1970 e con un’esperienza ludica che inizia a metà degli anni ’80 come passione, per trasformarsi in professione (ho lavorato per Wizards of the Coast ed Upper Deck, attualmente posso vantare collaborazioni con Disney, Dal Negro, Counter/Stratelibri, Panini, Preziosi Collection, New Media; sono stato giurato del Best of Show per due edizioni di Lucca Games). Gioco veramente un pò a tutto (non tocco i gdr da parecchi anni), ma prediligo i giochi di media complessità, non troppo lunghi, dalle meccaniche eleganti. Non mi piacciono per nulla i party games, trovo troppo aridi e noiosi quasi tutti i giochi astratti, ed in generale non amo i giochi che si risolvono in una semplice gara di potenza di calcolo matematico perchè totalmente privi di elementi casuali. Non mi piacciono troppo neanche i giochi di pura diplomazia, e quelli pieni di interazione diretta tra i giocatori, come gli effetti “take that” ed ogni meccanica di “kingmaking”. Voglio vincere o perdere per bravura individuale e capacità di reagire agli elementi casuali presenti nel gioco, non grazie alla maggiore simpatia o antipatia suscitata agli altri giocatori seduti allo stesso tavolo e nemmeno grazie al fatto di prendermi il triplo del tempo degli altri giocatori per pensare alle mie mosse. Giochi che mi piacciono molto? Spaziando un pò tra generi diversi direi Power Grid, Yspahan, Notre Dame, Traders of Genoa, Ra, Himalaya (solo con le regole da torneo), Shogun/Wallenstein, Shadows over Camelot. Non disdegno affatto i gioconi americani molto ambientati (Twilight Imperium, Arkham Horror, Fury of Dracula, Conquest of the Empire, La Guerra dell’Anello), peccato abbia raramente il tempo di giocarli.